PROGETTO CANTIERE | Hijos del rigor
Mariela Romina Petta (Italia - Argentina)

07/10/2024 - 20:30
Casa del Teatro Ragazzi e Giovani (sala piccola) - Torino

Progetto Cantiere
ITALIANO
di e con
Mariela Romina Petta
PRIMA ASSOLUTA
Progetto Cantiere
INGRESSO LIBERO
sarà possibile prenotare i biglietti gratuiti dal 9 settembre CLICCA QUI
Uno spettacolo autobiografico che parte dal racconto del passato della madre dell’autrice/attrice, vissuta in Argentina ai tempi della dittatura, perché inevitabilmente
noi siamo frutto del nostro passato e del passato dei nostri genitori
L’intento è quello di raccontare, attraverso il teatro d’oggetti, con leggerezza e ironia la storia di questa donna – per certi versi drammatica – che è anche la sua storia, mostrando come le difficoltà possono sempre essere opportunità di trasformazione interiore.
Arriva sempre il momento in cui occorre fare i conti col passato: quello personale e quello collettivo. Questo spettacolo ha come centro la relazione di una madre con sua figlia e ruota inizialmente attorno al contesto politico argentino degli anni ‘70: la dittatura militare. Io invece sono nata agli albori del ritorno alla democrazia. L’attuale società argentina si è dipinta una patina di modernità ma nel suo profondo non è cambiata. Era ed è una società machista, era ed è una società autoritaria sia a livello politico che sociale. I diritti dei lavoratori continuano a venire calpestati: si può essere licenziati senza giusta causa dall’oggi al domani.
Se la società non vuole o può fare i conti col passato allora solo le persone li possono fare individualmente. Partendo da un studio personale alla ricerca del legame con la mia terra, riscopro come lo stupro subito da mia madre, in quel momento storico e a causa della sua scelta di dignità, soffocava ancora la mia voce. Sono cresciuta in una bolla: non conoscevo ciò che era capitato a mia madre né mi sentivo coinvolta da quello che era successo in Argentina durante la dittatura. Gli aneddoti personali si mescolano con schegge di vita e si susseguono per raccontare un tentativo di catarsi. Come si racconta ciò che vorresti dimenticare, ciò che ti hanno fatto dimenticare? Come curare le ferite che oltrepassano il corpo e sono incise nell’anima? Se l’unica via offerta è il silenzio, quando apri la bocca non esce neanche un suono. Deve essere il corpo ad urlare la propria memoria. Questo spettacolo vuole portare alla luce questa ferita ancora aperta troppo a lungo nascosta e dimenticata; non si può andare oltre le cose se prima non le si affronta. Noi siamo frutto
del nostro passato e del passato dei nostri genitori.
Questo lavoro è partito inizialmente con l’intento di indagare la relazione tra sesso e potere. Sono andata a guardare con la lente d’ingrandimento la mia storia familiare che ignoravo e dalla quale mi ero sempre allontanata perchè la consideravo estranea a me. Questo mi ha aiutato a riesaminare gli eventi da una prospettiva diversa e a trovare le sue sfumature, trovandole indissolubilmente legate alla storia argentina. Sono stata investita in pieno dalla mia storia ed ho dovuto toccare il fondo per risalire.
Casa del Teatro Ragazzi e Giovani (sala piccola) - Torino
Corso Galileo Ferraris 266/C, 10134 Torino

