PIP 2009

pip p

INCANTI International Puppet Theatre Festival
16th edition 28th September - 4th October 2009 Puppet Theatre&History

PRODUCTION INCANTI PROJECT: PIP 2009

Five scholarships for a workshop/performance creation based on the work Re:FRANKENSTEIN of Stuffed Puppet Theatre.

pip2009


DIRECTION
NEVILLE TRANTER
(STUFFED PUPPET THEATRE)

20th-25th July, 17th–23rd August, 27th September-4thOctober 2009
Chalet Allemand, Parco Culturale Le Serre Grugliasco (TO)

workshop exploring the possibility of puppets (movements; interactions; voices) leading to a re-creation of Stuffed Puppet's "RE:Frankenstein".

Participants: Elena Bosco, Paolo Colombo, Carolina Khoury, Alessandra Negro, Elke Schweiger

Presentation at INCANTI on 30th Settembre 2009 at Casa Teatro Ragazzi, Sala Piccola

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Story:The departure point has been the text from Mary Shelley and the adaptation of the story by Luc van Meerbeke/Neville Tranter, which text was inspired on Mary Shelley' s book but also on the history of Nazi Germany: in the concentration camps there were sadists but also there were people that thought they were serving history by "removing" (killing) undesirable elements (the Jews) like a surgeon removes a tumor from a body. It is the same "idealistic/scientific" way of thinking that moves dr. Frankenstein. And that prevents him to face the consequences of his actions for REAL people in REAL life. The theme of Frankenstein is: Progress gone wrong (that is a very historical theme: in history progress/triumph ALWAYS brought benefits to some and despair to others), the triumph of doctor Frankenstein, in succeeding to create a monster, meant despair for the monster (because dr. Frankenstein never gave it a thought after bringing the monster to life, HOW the life of the monster would be). People taking actions and decisions, without really foreseeing the consequences, made History.

PRESS CUTS:
Mario Bianchi on EOLO magazine online
"...per un progetto di formazione P I P organizzato dal Festival torinese sempre Neville Tranter ha presentato un lavoro messo in scena impeccabilmente dopo un workshop da cinque bravissimi giovani(Elena Bosco Paolo Colombo Carolina Khoury Elke Schweiger Alessandra Negro) sulla figura e la storia di Frankenstein, quale metafora di distorti percorsi della storia. "Schiklgruber" e "Frankenstein " ci sono sembrati in qualche modo legati dall'esigenza di riproporre attraverso il teatro di figura tutto l'orrore di un progetto che mirava a scardinare i valori più sacri della vita e della pietà umana."

Monica Bonetto on SISTEMA TEATRO TORINO online reviews "Ed è ciò che succede anche in "Studio su Frankenstein", spettacolo approntato nell'ambito del P.I.P (Progetto Incanti Produce) da un gruppo di 5 giovani artisti sotto la guida dello stesso Tranter e presentato nella medesima serata del festival "Incanti" dopo l'andata in scena di "Cuniculus". Ricalcato su un un passato allestimento del regista, lo spettacolo perfettamente eseguito da Elena Bosco, Paolo Colombo, Carolina Khoury, Alessandra Negro e Elke Schweiger alle prese con fantocci e pupazzi dalle dimensioni quasi umane, rilegge il romanzo di Mary Shelley per raccontare le possibili derive del progresso scientifico, per denunciarne l'agghiacciante vicinanza con l'ideologia che concepì i campi di sterminio, là dove la scienza smise di occuparsi delle conseguenze e della sofferenza che si sarebbero riversate sull'essere umano."

PARTICIPANTS COMMENTS:
Elena Bosco: Hi to everybody, here there's my text about the frankestein experience, it's in italian.... but well i just say that for me everything is linked together, work, you, the puppets, the fried fish in he bar, the grugliasco park... and that all the group together with neville learn me : to work with calm and serenity, time is not necessary un ennemi, to create a strict partition of gesture and then to look for life and pleasure in acting that, to put together people with different experiences and to stay humble, ever (and puppets are wonderful teacher for that). and I really think all these stuff! hope to see you one day... FRANKESTEIN Difficile parlare di questa esperienza con Frankestein, Neville, Paolo, Carolina, Alessandra, Elke, Guillermo, il parco di Grugliasco... Tutto si mescola : l'incontro umano, l'arricchimento professionale, gli occhi penetranti del D. Frankestein, di Anne, dell'ispettore Cornermann, del mostro, il fritto misto di pesce mangiato al bar e tanto altro ancora. Quello che questo gruppo capitanato da Neville mi ha insegnato: Lavorare con calma e serenità; il tempo e gli ostacoli basta farseli amici... e tutto fila liscio come l'olio. Creare una partitura di gesti ad altissima precisione e cercare poi all'interno di essa la vita e il piacere di recitare. Armonizzare il lavoro di persone con esperienze, conoscenze e background diversi. Restare umili e umani, sempre. E in questo forse le marionette sono le nostre più grandi maestre : creature viventi prima che personaggi da scena, accanite lavoratrici, semplici, dirette ed efficaci. Elena

Paolo Colombo: Per un ammiratore entusiasta del lavoro di Neville Tranter, avere la possibilità di lavorare per due settimane coi suoi pupazzi, sotto la sua guida esperta e disponibile, e su di un suo testo per giunta, è stata un'esperienza formidabile. Come maestro Neville è il meglio che si possa desiderare: somministra con chiarezza e semplicità i suoi concentrati di sapienza burattinesca; paziente e generoso, dispensa volentieri suggerimenti bibliografici o consigli su quali materiali usare per la costruzione; insegna tutto, fuorché quanto non è possibile insegnare, perché nasce da una lunga e appassionata convivenza con i pupazzi. Con la messa in scena vera e propria abbiamo avuto l'occasione di sperimentare direttamente tecniche e nozioni apprese durante i primi giorni di laboratorio, oltre che la possibilità di ragionare sulla drammaturgia, sul testo e i personaggi; col passare del tempo, le non poche – almeno per quanto mi riguarda – difficoltà iniziali si sono poi coniugate all'intenso piacere della recitazione con i pupazzi, alla ricerca non più solo di pulizia e precisione, ma anche dell'espressività. Non posso poi non parlare del piacere e dell'utilità di aver trascorso tanto tempo in compagnia di Neville, pranzi e cene, tutto a nostra disposizione per interrogarlo sulle sue esperienze, sui suoi gusti, sugli spettacoli fatti e quelli venturi; così come è stato bello e importante poter conoscere più a fondo gli altri partecipanti del progetto, data la proficua varietà di provenienza e formazione. È doveroso lodare pubblicamente ideatori e organizzatori di una simile proposta, rara occasione italiana di formazione per chi voglia avvicinarsi al teatro di figura, e con quale maestro!, condotta con impeccabile cura per tutta la sua durata.

Alessandra Negro:
EN: About my experience I can say sincerely and without any fear of appearing pompous about that I was enthusiastic about the chance I was given by the Incanti Festival to take part in Neville Tranter's workshop. From my viewpoint of the youngest participant and the fact my background has nothing to do with acting, I found this experience extremely interesting both from a strictly technical point of view – especially becoming more familiar with the manipulation and definition of a non-verbal language that is intimately connected to the archetypical identity of each puppet – and from a more generally cultural and human point of view, all thanks to the kindness and didactic clarity of the director Neville Tranter and to the mixed group of participants and technical-organisation people involved with the project. Getting to know well experienced puppeteers, actresses, puppet-show experts and young researchers was a really important element of stimulation and growth for me. As far concerns the organization of the workshop and how it developed, I found the general concepts the director spoke about during the first meetings were truly interesting and useful (especially about tension which involved both the expression of the mask and eye contact with the public and tension in the interaction between characters), but what really took my interest was applying such notions to the interpretation of the text proposed. In fact, Frankenstein stratifies contingent themes (like those of progress and blindness of history) and timeless leitmotifs (like those of love, ambition and individual responsibility), it alternates tones and linguistic codes, offering themselves as an object of study of keen interest for a young "apprentice" such as myself. I can also say that even my expectations about the thematic puppet-show plot and history were more than satisfied, likewise those concerning the acquisition of a more accurate awareness of the communicative potential of a puppet-show, especially in relation to the expression of its tragic contents. Before I finish I have to say that the PIP gave me the chance to take part in a show that reached the final phase of confrontation with the public, something which I had never been able to do before, and one more reason why my experience will always be important to me and one I will never forget. Many thanks to the organisation and my warmest greetings to everyone who took part in it.
IT: Non posso esprimermi a proposito dell'opportunità offertami dal Festival Incanti di partecipare al workshop condotto da Neville Tranter se non dichiarando schiettamente e senza timore di apparire enfatica che ne sono entusiasta.Dal mio personale punto di vista di partecipante più giovane e proveniente da un background non attoriale tale esperienza si è rivelata di estremo interesse sia sotto il profilo prettamente tecnico -soprattutto in relazione allo sviluppo di una maggiore familiarità con la manipolazione e la definizione di un linguaggio non-verbale intimamente connesso all'identità archetipica di ciascuna marionetta – sia sotto quello più genericamente culturale e umano, in virtù dell'affabilità e della chiarezza didattica del regista Neville Tranter ma anche dell'eterogeneo gruppo di partecipanti e personale tecnico-organizzativo coinvolto nel progetto. Il contatto con marionettisti di lunga esperienza, attrici, professionisti del teatro di figura e giovani ricercatori ha costituito per me un elemento di stimolo e crescita non trascurabile. Quanto all'articolazione e allo svolgimento del workshop, ho trovato appassionanti e utili i concetti generali introdotti dal regista durante i primi incontri (fra cui ricordo soprattutto quello di tensione, declinato tanto nell'espressione della maschera quanto nel contatto oculare con il pubblico e nell'interazione tra personaggi), ma ciò che ha suscitato il mio più vivo interesse è stata l'applicazione di tali nozioni all'interpretazione del testo proposto. Frankenstein, infatti, stratifica tematiche contingenti (come quelle del progresso e della cecità della storia) e leit-motiv senza tempo (come quelli dell'amore, dell'ambizione e della responsabilità individuale), alterna toni e registri linguistici offrendosi come un oggetto di studio di sicuro interesse per una giovane "apprendista" come me. Posso quindi affermare che anche le mie aspettative circa l'intreccio tematico di teatro di figura e storia non sono state disattese, così come non lo sono state quelle relative all'acquisizione di una più precisa consapevolezza delle potenzialità comunicative del teatro di figura, specialmente in rapporto all'espressione di contenuti tragici. Devo infine aggiungere che il PIP mi ha offerto la fondamentale occasione di partecipare ad uno spettacolo che ha raggiunto la fase finale del confronto con il pubblico, cosa che non mi era mai riuscita in precedenza, e ulteriore motivo per il quale tale esperienza rimarrà per me importante e viva nella memoria. Rivolgo dunque un ringraziamento all'organizzazione a un affettuoso saluto a tutti coloro che vi hanno partecipato.

 

Elke Schweiger: When I first read about your offer, which was: three weeks workshop with Neville Tranter, free hostile, free meals, free entrance to the shows I thought that no one could offer more, but you did! The heartily welcome when I finally arrived, the warmth and friendship during the three weeks which you all gave to me was far more than I ever could have expected. Everything was so well organized!
The fact that we were not only working together but also living under the same roof and sitting at the same table during the meals helped very much to get weld together whithin a very short time. Thank you for all this!
The workshop was wonderful! Neville is a brillant teacher and the other participants are really lovable persons. I enjoyed so much to work with them and it felt great how everything went better from day to day.
To move one puppet together with two or three persons is much more difficult than to play one on your own, but Neville tought us to allways be aware of the others and we learned to trust each other completely.
When it finally came to the performance I wasn´t in the least nervous because I just knew that when I would open the puppet´s mouth Paolo would speak and Alessandra would do the movement propperly, I knew that everything would be perfectly well. I just couldn´t wait to start performing.
What made me ask for the workshop was that I wanted to know whether it was possible to take six persons who did not know each other before and get them to act as an ensemble in a very short time and even here I got more than I ever expected. To work with the others not only made me feel like beeing part of an ensemble, it was like beeing part of a Unit and that was a wonderful feeling.
In summa: This workshop was one of the most important experiences I ever had.
Now that I´m reading the text Ive written I 'do notice that I didn´t write anything about the language, which is strange, because it should have been a problem, but it never was! Although my Italian is very limited I did never feel like standing outside. Actually, the only problem I had caused by the language was to choose my meals, which is very complicated in Italy, but, with the help of Guillermo (who did a wonderful job all the time, I can´t thank him enough for his patience and for all he did for me!!!!) everything went really, really well!
Ich danke euch allen von ganzem Herzen
Elke

Elke Schweiger comment on the magazine Verband Deutscher Puppentheater (link)

NEVILLE TRANTER about the possibility of further performances:
"The possibility to redo Frankenstein is certainly there. All the puppets and music are in Torino and it is also documented/filmed by Guilermo. I think it is up to both of you what you choose to do with the show. I can only say that I am very proud of the five players and what they have achieved. It is a show well worth presenting again and will only give your festival a better name. In other words, a lot more people should see it! Thank you both again for giving me the opportunity to realize the Frankenstein project."

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